Data: 16.01.2012

Autore: Federica

Oggetto: questa proposta di riforma...non mi piace

Gentili lettori,

sono Federica, una studentessa iscritta al secondo anno del
corso di laurea in Scienze del Servizio Sociale.
Mi permetto di scrivere per manifestare la mia opinione, peraltro comune tra gli studenti che come me frequentano l’Università Cattolica, sulla riforma della professione dell’assistente sociale, di cui si sente così tanto parlare in questo periodo.
Vorrei semplicemente far notare come la proposta in questione appaia iniqua su due fronti:

- per chi, come me, ha scelto uno, due o tre anni fa un corso di studi con la certezza di poter, dopo tre anni, partecipare all’esame di stato e diventare assistente sociale, potendo svolgere quel lavoro, sebbene limitatamente alle mansioni caratterizzanti la sezione B.
Credo che togliere la possibilità di accedere all’esame di stato a
questi soggetti, o consentirla solo dopo altri due anni di studio, sia discriminante e poco equo: la legge non dovrebbe essere retroattiva.
A mio parere un buon compromesso potrebbe essere la previsione della formazione universitaria quinquennale per i nuovi immatricolati, quindi dall’anno accademico successivo all’eventuale entrata in vigore della legge, cosa che consentirebbe a chi si iscrive di scegliere quel corso di laurea nella chiara consapevolezza di poter diventare assistente sociale solo dopo 5 anni di studio e esame di stato.

- per chi è attualmente iscritto all'albo, sezione A, dopo 3+2 anni di studio, che si vedrebbe equiparato l'attuale iscritto alla sezione B, con i soli primi 3 anni di percorso universitario, per via della cancellazione della sezione B.

Norme di tutela di questo tipo mi sembrano a dir poco doverose...
Mi scuso per la riflessione personale ma avendo a cuore la questione, nonchè il mio futuro, volevo almeno comunicare quanto di iniquo osservo, prima che sia troppo tardi.

Cordiali saluti.

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